Ho sofferto di vene varicose dai 16 anni fino ai 24. E’ iniziato prevalentemente dalla gamba sinistra di cui la vena principale (la safena) si gonfiava parecchio, diventando visibile e blu/viola. I miei piedi gonfiavano anche diventando sempre rossi. Avevo sempre caldo, vivevo più o meno sempre come se fosse estate. Stavo prendendo la pillola contraccettiva ed ero ingrassata tanto. Ero anche bulimica quindi insomma all’inizio tutto sembrava abbastanza legato a questo aumento di peso. Ho fatto varie diete, ho iniziato un’analisi per combattere depressione e bulimia, e i sintomi erano abbastanza scostanti. In realtà, anche quando sono migliorati i problemi d’alimentazione, sono rimasti più forti i problemi alle gambe e ai piedi. Ho fatto una visita con Eco-.Doppler : il medico mi ha detto che avevo un problema ereditario che non sarebbe mai più andato via e che avrei dovuto farci i conti tutta la vita. Non mi ha detto di sospendere la pillola. Non mi ha lasciato speranza. Non mi ha dato altri consigli se non quello di iniziare a portare calze di contenimento tutti giorni, anche d’estate, e di farmi operare non appena sarei stata in età di farlo (credo che avevo 19/20 anni all’epoca della visita). E di dormire con i piedi rialzati. Ho portato le calze, sempre, per almeno due anni.
Ha avuto come vantaggio che ho iniziato a mettere più gonne ! Poi le ho messe di meno e i problemi erano ancora peggiori, ma stavo facendo allenamento fisico e dovevo stare a piedi nudi. Peggiorava tutto e ho iniziato a non poter fare più niente : né stare al sole, né dormire con il piumone e a volte neanche con la coperta, né sopportare il riscaldamento d’inverno, né fare la doccia calda, insomma stava diventando un’incubo. Avevo i piedi sempre così gonfi che i miei compagni di classe mi chiedevano sempre cosa mi stava succedendo.
Poi un giorno, non so perché, ho chiesto alla segretaria della scuola se conosceva un medico « alternativo ». Lei mi ha detto che si curava soltanto da un’omeopata che seguiva anche le gravidanze di sua sorella, e che era bravissimo. Ho pensato che, anche se non mi fidavo minimamente dell’omeopatia, il fatto che una donna affidasse la sua gravidanza ad uno così era curioso e che probabilmente mi potevo fidare. Sono andata da lui, abbiamo parlato per un’ora o di più, mi ha fatto le domande più assurde che avevo mai sentite fare ad un medico (ma dalla psicologa, domande che mi spiazzavano ne sentivo spesso), per poi farmi una descrizione dettagliata di me e di tutta una serie di dettagli molto intimi che conoscevo solo io su di me e il mio corpo. Mi ha spiegato come vedeva lui la cura, quello che mi proponeva e mi ha lasciato riflettere. Quando poi sono tornata, mi ha detto come intendeva curare il mio problema e che tematica toccava nella mia vita (la paura di camminare da sola nella vita) e abbiamo iniziato una cura che è durata 4 mesi circa. Avevo inoltre il compito di camminare velocemente almeno mezz’ora al giorno durante questa cura (non che io non facessi sport !!). Dopo 4 mesi non avevo più nessun problema.

Come l’hai vissuto, eventuali conseguenze ?

Diciamo che la cosa mi ha totalmente schierato dalla parte delle medicine alternative, che ho iniziato a studiare, conoscere meglio e che mi accompagnano tutt’oggi ! La vena della gamba sinistra ancora si vede ma non si gonfia più e posso fare quello che voglio !

Riflessioni a posteriori e significati che ti sono venuti in mente a posteriori ?

La tematica era dunque « la paura di camminare da sola nella vita ».  Vivevo in un paese diverso da 3 anni, durante i quali i sintomi erano peggiorati ; ero in rotta con la mia famiglia, sempre di più ; ero andata a vivere fuori casa a 17 anni, rompendo molti legami, per molti affettivi ; quindi la tematica era molto azzeccata. Camminare velocemente tutti giorni per questi 4 mesi mi provocava un formicolio nelle gambe talmente forte che mi venivano gli svarioni ma soprattutto attacchi di panico !!! Quindi sentivo che stavo oltrepassando un mio limite personale che ormai si era attaccato nel corpo tanto da far così tanta resistenza quando camminavo ! Nel frattempo, il mio omeopata mi ha incentivata a cercare di riprendere un legame con i miei, e mi ha sostenuta molto in questo processo. Sono riuscita a tornare a casa e dire tutto quello che avevo sul cuore da anni, ed è iniziato così un processo di riconciliazione che è durato anni ma ha effettivamente funzionato alla grande.