Com’è andata ? (inizio, decorso e superamento della patologia)

Un giorno, mi sono svegliata grattandomi sotto il sedere. E’ stato strano, perché è stato proprio il prurito a svegliarmi, tanto era forte. Peccato che la stessa cosa si è ripetuta diverse notti, non dico tutte, perché non mi ricordo, ma quasi. All’inizio non ti preoccupi, perché a volte succede un eritema, una piccola irritazione ; e poi tutto sommato, ti gratti e poi ti riaddormenti. Dopo un paio di settimane (quindi niente che mi disturbasse più di tanto ancora), è rientrato il mio fidanzato dell’epoca e nella prima notte passata insieme ci siamo accorti che entrambi ci grattavamo, ed entrambi condividevamo questo sintomo notturno di essere svegliati dal prurito.La cosa iniziava a sembrare un po’ strana. Abbiamo pensato che potevano essere le cimici da letto, proprio perché su internet era scritto che quelle ti mangiano solo la notte, verso le 3-4 del mattino. Ci siamo svegliati diverse notti, mettendo la sveglia, per vedere se le trovavamo mentre ci mangiavano, ma niente.
Intanto il prurito aumentava.
Continuando a cercare, iniziamo a sentir parlare della scabbia ma non avevamo cunicoli sul corpo. Quello che corrispondeva bene alle descrizioni però era : prurito notturno (perché loro amano il calore e quindi sotto le coperte, quando dormi e che sudi un poco, è un vero parco giochi per loro), le zone più colpite sono quelle delle pieghe del corpo (gomiti, sotto il sedere, sotto il seno, sulla pancia, dietro le ginocchia ma niente sulla faccia – mentre le cimici vanno dappertutto), un mese di incubazione (l’avevamo tutti e due ma non ci eravamo visti per più di un mese dopo aver fatto un viaggio in treno molto poco igienico). Allora siamo andati in farmacia. Ci hanno guardato molto strano, e ci hanno dato un primo prodotto, che non ha funzionato per niente. Peccato che mentre tu provi a debellare la malattia (e quindi devi lavare tutto tutto tutto ma questo lo spiego più avanti), devi aspettare un paio di settimane che il prurito smetta, per sapere se effettivamente non hai più la scabbia. E’ andato avanti per due/tre mesi : ti tratti, lavi tutto, metti la casa sotto sopra, aspetti a vedere se passa, non passa, ricominci da capo.Fino a che non abbiamo scoperto due dati molto importanti :

  • l’acaro non sopravvive più di 48 o 72 ore senza il contatto con la pelle umana
  • solo la permetrina al 5% è realmente efficace per uccidere quelli che sono sotto la cute

Da lì, è stato facile. Trovare il prodotto giusto (me lo sono fatta fare in farmacia). Lasciare la casa così com’era, prendere solo vestiti, scarpe, capotti : tutto rigorosamente incontaminato (sarebbe stato più semplice aver la scabbia d’estate forse, ma no faceva freddo quindi avevamo più vestiti addosso) e uscire per 3 o 4 giorni, per essere proprio sicuri.

Come l’hai vissuto, eventuali conseguenze ?

Questi mesi di scabbia sono stati lunghi, stancanti e difficili da sopportare : tutti ti considerano come sporco, nessuno ti vuole più abbracciare né ti vuole in casa, non dormi, l’informazione valida è difficile da trovare, devi rivoluzionare casa e vita diverse volte, ti senti invaso perché c’è qualcosa di vivo sotto cute che vive e ti prude pure…La conseguenza evidente è che adesso sono un po’ più schizzinosa su dove mi siedo o sdraio, ma è un po’ una cazzata perché la scabbia si trasmette con contatti pelle a pelle prolungati e caldi in generale. Ovviamente magari se viaggi in treno con una gonna corta per 14 ore e che sul sedile ancora caldo ci ha viaggiato uno prima di te con la scabbia per altrettanto ore può capitare ma insomma è veramente difficile essere contaminati da altri che non gente con chi hai contatti veramente intimi (letto, asciugamani, corpo).

Riflessioni a posteriori e significati che ti sono venuti in mente a posteriori ?

Allora la scabbia è un parassita. Stavo vivendo una situazione affettiva nella quale mi sentivo invasa totalmente. Per cui un significato ce lo posso vedere in questo. Un’altra lettura, se si considera che la pelle è l’organo del contatto, è che avevo avuto paura di perdere l’altro (il mio fidanzato), che alla fine non era andato via e in qualche modo stavo reagendo alla paura della separazione (che comunque era stata reale per quasi due mesi). Sicuramente era un periodo di grande scombussolamento emotivo, dove stavo accettando una situazione che non mi rispecchiava né mi rispettava, il tutto senza riuscire a riconoscerlo consciamente. Diciamo che sicuramente tutto questo stress c’era per qualcosa e che non faceva che sottolineare qualcosa che non riuscivo a guardare in faccia.